venerdì 25 maggio 2018

Renzo Barsacchi

ED ALTRE COSE

La molletta forgiata a coccodrillo
sembra mordere il panno, che sorregge,
disteso ad asciugare.
Immagine di quanto innocuamente
la verità ci afferri. Cessato il bisogno,
è riposta nell'ombra delle cose
necessarie. Ed altre
urgono intorno, finché il giorno si colmi
di momentanee imprese ed alla notte
ceda e cedano al sonno i misteri.
Quante strade il dolore inutilmente
ci apre. Ma dell'effimero
nulla puoi rimandare. Soltanto
ciò che è dell'anima può attendere.

da Desiderio eterno, a cura di Massimo Morasso, Santi Quaranta, 2006

mercoledì 23 maggio 2018

Achille Serrao

L'INDIZIO

per Alessandro, il mio re

Dall'ombra tenera dell'ombra, dalla sua messinscena
"Di là dal velo brumoso e il dosso ... di là
segnato sulle carte" recita l'uomo con il gufo
sull'omero, il gitano che nobilmente passa
la spalletta (somiglia a un dio
pronto ad altro nubifragio) e in buona
diffidenza purché un indizio gli domando
sia, un passaggio di fortuna ...
                       "Di là..." annega le parole nella voce
fonda, tinna alle orecchie nobili una sua
luna e " ... animella oh faterella" ride con gli occhi fusi il mio
re sotto quel lucernario fertile di giochi, "luna
calante" per questo inesplorato
sentiero si scollina "gobba a levante" verso il fiume
sulle orme di uccelli di passo.
Allora per di là quando ad oriente
la costellazione s'è accesa e duttile in filacce
di cirri in spettri s'allenta, allora luminoso
                            e quanto
per di là inventa al di sotto degli anni il mio re
                            la pista attesa.

(1980)

da Percorsi - Achille Serrao, a cura di Luca Benassi, puntoacapo Editrice, 2013


lunedì 21 maggio 2018

Philip Larkin

ALBA

Mi sveglio e sento il grido
del gallo da lontano,
scosto le tende
e guardo le nuvole volare;
è strano come il mio cuore
sia senza amore
freddo come queste cose.

Versione di Attilio Lolini

da "Lengua", numero sesto, 1986

venerdì 18 maggio 2018

Edna St. Vincent Millay

IL FILOSOFO

Cosa sarai mai tu che ti desidero
da rimanere insonne tante notti
quanti i giorni che esistono
a piangere per te?

Cosa sarai mai tu che, se mi manchi,
nell'intreccio dei giorni io resto sempre
intenta al vento
e fissa alla parete?

Conosco un uomo di migliore tempra
e almeno venti altrettanto gentili.
Che cos'hai di speciale tu per essere
il solo che possieda la mia mente?

Le donne non ragionano, si sa -
lo dicono anche i saggi -
ed io che cosa sono, perché debba
amare in modo giusto e razionale?

Traduzione di Silvio Raffo

da L'amore non è cieco, Crocetti, 2001

mercoledì 16 maggio 2018

Luciano Erba

NEL BOSCO

e tu pensavi che come a un saggio orientale
ti bastasse stare addossato a gambe incrociate
alle radici sporgenti di un faggio
per allontanare il pensiero di lei
e diventare l'azzurro tra i rami
o magari formica corteccia filo d'erba

sono passati tre lenti fiocchi di nuvole
e sei ancora tu

ami, ma ami senza:
migliore esperienza?

da L'ippopotamo, Einaudi, 1989

lunedì 14 maggio 2018

José María Alvarez

SEI NOTTURNI

I
Se il tuo destino è già scritto
O se il caso ti conduce
Come il vento le foglie,
Che importa.
Tuo è il viaggio e tuoi sono i porti,
Perché nell'ignoranza scegli
E con la tua carne paghi.

II
Un uccello che attraversa
I cieli, l'ombra di una nube
O la luna nel mare,

Così passa l'amore.
E dimenticherai
Come il viaggiatore dimentica.

III
Gli infiniti labirinti
Dell'arte e dell'amore.
Ogni notte ritornano
Questi affanni misteriosi
Inutilmente.
                E poi, il sonno,
Più misterioso ancora,
Ti prende.
Il sole che sorge
Illuminerà un uomo che si domanda
Chi ha scritto quei versi
Che vede sul tavolo, chi ha amato la donna
Che dorme a lui accanto.

IV
L'amore t'invecchia
Come il mare i marinai.

V
Non interrogare il cielo indifferente
E non guardare con timore la tua carne.
Non saprai mai,
Nemmeno quando ti passerà vicino,
Qual è il tuo Destino,
Né quali strani cammini disposero
Ai tuoi piedi gli dèi.

VI
La sola cosa che devi comprendere,
La sola cosa che meriti
La pena che tu comprenda,
È la tua solitudine.

Traduzione di Stefano Arduini

da "Lengua", numero primo e secondo, 1983


venerdì 11 maggio 2018

Alberto Cappi

PER ALDO DOSOLI, BANCARIO E AMICO

ma che cos'è la morte Aldo?
una sosta alle porte della banca
un passaggio dallo stanco vivo
dell'esistenza all'essere senza
attivo tenendo in conto il
tremendo del canto, il saldo

da Poesie 1973 - 2006, a cura di Mauro Ferrari, puntoacapo Editrice, 2009

mercoledì 9 maggio 2018

Lois Pereiro

A TE, UNICA DA E PER SEMPRE

a Te, unica da e per sempre,
qualsiasi cosa tu faccia e ovunque tu sia

per Lei, che mi ha recuperato senza dolore fra
poesie; tutto ciò che posso e che ancora ho

per Lei, Lei e Lei,
al mio fianco sempre, e io in loro

e a tutte Loro, quelle che furono, sono e saranno
oggetto e causa
di quest'amore che resuscita illimitato

traduzione di Marco Paone

da Poesia ultima di amore e malattia, aguaplano, 2017

lunedì 7 maggio 2018

Francesco Dalessandro


DUE POESIE

*

Non c’è ora che ignori chi tu sia o come
tu sia. Ti riconosco nella luce bambina
dell’alba – mentre ancora addormentata
ti penso. Altri no non ti possono cercare
né conoscere: allusioni e pretesti
della vita ti nascondono. Afferrarti seguirti
nel ricordo degli anni dei nomi sarebbe
come perderti. Io no. Ti ho conosciuta
così chiusa al passato alla storia così nuda
d’equivoci senza perdono. E così ti riconosco.
Così mia durante gli anni e nelle incerte
parole di un dialogo interrotto, mille volte
e mille volte ripreso, rimandato senza
chiederti nulla domandando di sbagliare.


*

Ti guardo e vivo dentro mondi
lievi fragili. Il tempo misura
la vita in anni giorni ore minuti
ma un minuto può essere un secolo

una vita un amore. Mi riparano
tetti. No, nubi cieli. Ancora meno,
aria nulla. E non cammino in terra
non calpesto più il suolo ma volo.

La vita è breve e leggera scivola
via senza scie né impronte
e se vuoi condividerla non devi

cercare orme o ricordi ma lievi
ombre le labbra gli occhi il palmo
della tua mano, perché là io vivo.



da Aprile degli anni, Puntoacapo, 2010

venerdì 4 maggio 2018

J. Rodolfo Wilcock

RISVEGLIO

Già, possiamo stupirci di essere ancora vivi!
Ogni mattina il sonno che ci aveva sommersi
come un lago prosciugato si ritira
e ancora umidi ci lascia sulle sponde,
davanti al bosco o fabbrica o luna park
o cimitero di una nuova giornata.

da Poesie, Adelphi, 1980



mercoledì 2 maggio 2018

Achille Serrao

PRIMMA CA SAGLIE 'A LUNA

Primma ca saglie 'a luna
acàlame na sporta 'e parole
'mmescate, parole 'e vinchie 'ntrezzate
una lèggia n'ata tunnulèlla, aria e aria, 'o cielo
l'uocchie 'e na morte piccerella...
                            quanno 'o nniro è chiù niro
acàlame 'e pparole p''e scippacentrélle
'e chistu munno...
               Cu nu poco 'e fortuna
               ca sta saglienno 'a luna.



PRIMA CHE SALGA LA LUNA

Prima che salga la luna
calami una cesta di parole
infette, parole di vimini intrecciate
una leggera, una rotondetta, aria e aria, il cielo
gli occhi di una morte giovane...
                        quando il buio è più buio
calami parole per i malanni
di questo mondo...
                Con un po' di fortuna
                ché sta salendo la luna.

da Percorsi: Achille Serrao, a cura di Luca Benassi, puntoacapo Editrice, 2013