mercoledì 13 dicembre 2017

Luciano Folgore

TUTTA NUDA

Te, nuda dinanzi la lampada rosa,
e gli avori, gli argenti, le madreperle,
pieni di riflessi
della tua carne dolcemente luminosa.

Un brivido nello spogliatoio di seta,
un mormorio sulla finestra socchiusa,
un filo d’odore, venuto
dalla notte delle acacie aperte,
e una grande farfalla che ignora
che intorno a te
non si bruciano le ali,
ma l’anima.

lunedì 11 dicembre 2017

Juan Ruiz

SE NON È STATO SOLAMENTE UN SOGNO

Se non è stato solamente un sogno 
chinarmi sul tuo corpo, sulle tue labbra, 
io con tutta la forza del mio desiderio 
ora ancora ti stringo e ti possiedo,
felice tu d’essere stretta e posseduta,
perché possederti anche quando, lontana,
solo mi pensi è la grazia che l’amore
ti dà ogni giorno, rinnova ogni notte. 

(inedita)

venerdì 8 dicembre 2017

Rainer Maria Rilke

ANNUNCIAZIONE
(LE PAROLE DELL’ANGELO)

Tu non sei più vicina a Dio
di noi; siamo lontani
tutti. Ma tu hai stupende
benedette le mani.
Nascono chiare a te dal manto,
luminoso contorno:
io sono la rugiada, il giorno,
ma tu, tu sei la pianta.
Sono stanco ora, la strada è lunga,
perdonami, ho scordato
quello che il Grande alto sul sole
e sul trono gemmato,
manda a te, meditante
(mi ha vinto la vertigine).
Vedi: io sono l’origine,
ma tu, tu sei la pianta.
Ho steso ora le ali, sono
nella casa modesta
immenso; quasi manca lo spazio
alla mia grande veste.
Pur non mai fosti tanto sola,
vedi: appena mi senti;
nel bosco io sono un mite vento,
ma tu, tu sei la pianta.
Gli angeli tutti sono presi
da un nuovo turbamento:
certo non fu mai così intenso
e vago il desiderio.
Forse qualcosa ora s’annunzia
che in sogno tu comprendi.
Salute a te, l’anima vede:
ora sei pronta e attendi.
Tu sei la grande, eccelsa porta,
verranno a aprirti presto.
Tu che il mio canto intendi sola:
in te si perde la mia parola
come nella foresta.
Sono venuto a compiere
la visione santa.
Dio mi guarda, mi abbacina…
Ma tu, tu sei la pianta.
Traduzione di Giaime Pintor

da Poesie, Einaudi, 1966


mercoledì 6 dicembre 2017

Halina Poświatowska

SEMPRE QUANDO VOGLIO VIVERE


sempre quando voglio vivere grido
quando la vita mi abbandona
mi afferro ad essa
dico – vita
non andartene ancora

la sua calda mano nella mia mano
la mia bocca al suo orecchio
sussurro

vita
– come se la vita fosse un amante
che vuole andar via –

mi aggrappo al suo collo
grido

morirò se te ne andrai 


Traduzione di Paolo Statuti

da Un’anima e tre ali – Il blog di Paolo Statuti


lunedì 4 dicembre 2017

Juan Ruiz

POST GAUDIUM VENERIS

Post coitum sempre triste
per l’uomo e ogni animale – così attesta
un’antica sentenza… No, per noi
non lo è mai stato, triste,
anzi sereno e confidente, lieta
ed appagata la conversazione
così, post gaudium veneris.

(inedita)    


venerdì 1 dicembre 2017

IL MADRIGALE

12 - Giordano Bruno

Non sta, si svolge e gira
quanto nel ciel e sott’il ciel si mira.
Ogni cosa discorre, or alto or basso,
benché sie ’n lungo o ’n breve,
o sia grave o sia leve;
e forse tutto va al medesmo passo
ed al medesmo punto.
Tanto il tutto discorre sin ch’è giunto.
Tanto gira sossopra l’acqua il buglio,
ch’una medesma parte
or di su in giù or di giù in su si parte;
e il medesmo garbuglio
medesme tutte sorti a tutti imparte.