mercoledì 13 maggio 2015

Francesco Dalessandro

IN LOCO QUI DICITUR (II)


Canto di dame

Nel frivolo ballo di corte
stagione si dipana del frenetico stordirsi
età è questa d’amore del furtivo
corteggiamento, musica l’allieta

Sguardi che si cercano mani
che infine si trovano carezze
e tentazioni insidiano
la nostra timidezza: un mite inverno
ci prodiga attenzioni

Dai cortili di gatti innamorati
il lamento ci giunge ai balconi
scie di luna allo specchio
sediamo pettinandoci i capelli 

Ad incerti domani
dolce insonnia ci esercita, la guerra
dispaierà gli amanti – 
ultime notti
d’amore

Stagione di guerra 
verrà, i cavalieri
periranno ed i giorni
del piacevole lusso, smarriremo
in balenanti assalti in altro assedio
l’incostanza…

Per noi la vita è questa 
crudele Primavera


*

Osservi i vecchi nidi dei rondoni migratori
e i nuovi nelle fessure delle mura:
bello stabile dura a cui t’affidi
per nuovi amori o incerte congetture

… ma le nuvole, le nuvole!


*

La muta inquieta a stento trattenuta
il corno gli stallieri
che sellano i cavalli i cavalieri
salutano le dame
il falconiere s’assicura il laccio:
anticipo di caccia

Mi riconosco nel ragazzo che scruta
scontroso i preparativi:
lo tentano le briglie del pezzato
che scalpita e l’arco robusto
che lo scudiero prova
teso a vuoto nel sole alto levato


*

Annotta e lumi d’occhi
s’accendono di gatti
insonne s’annuncia 
anche questa nottata senza luna 

Il vaso si sbecca dell’amore
in accaldati assensi 
benché l’alba m’affili al suo rigore
non cessero di crederti


*

Certo questo silenzio
turbato dal richiamo della quaglia
più si fa circolare e più s’affina

Quei voluti silenzi mi richiama
chiusi nelle tue ascelle dopo abbracci
impazienti e taciute domande
a cui non c’è risposta che sia chiara
per sempre

A volte tu mi sazi altre non basti
a questa fame insonne che mi torce
le viscere…

Disperante silenzio 
arduo richiamo


(inediti)



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