lunedì 5 settembre 2011

Francesco Paolo Memmo


GLI UCCELLI

Piove da tanto tempo per tanto ancora
pioverà sulle magnolie sull’erba sull’asfalto
coraggioso s’inerpica sul muro e sì
ce la farà prima o poi il rampicante
getta ponti invita alla salvezza altrui e sì
ce la farà con l’aiuto degli uccelli
in volo

Stormo di mezzogiorno sibilo fruscìo
dalle finestre aguzzano l’ingegno (simili
e consimili) provando la dialettica a specchio
metteranno radici a dispetto del pulviscolo
africano moltitudine sfrecciante ad intervalli
infinitesimi l’inverno già alle porte quasi
fosse

E finalmente metteranno ordine nel tempo
epilogante che precario incede fremiti
esalando gli uccelli in picchiata per antica
abitudine ma in dedizione totale e che
altro dovrei chiedere che infatti chiedo
dal mio tetro obitorio ai bicolori ora disposti
a squadra

Se ci pensi a pensarci mai deludono
le attese rammentano i giochi dei ragazzi
ce n’era uno incomprensibile ma splendido –
abbarbicati ai muri trovavamo chiarezza
in sintonia con l’invenzione di vittorie
stupide da essere cantate e che cambiavano
il mondo


Da Le precipue funzioni, Quaderni di Messapo, 1980

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